Criteri di Trascrizione

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I criteri di trascrizione sono un indispensabile strumento redazionale per coloro che desiderano trascrivere i documenti da inserire nella piattaforma IDEA. Essi spiegano, ad esempio, come sciogliere abbreviazioni, come normalizzare titoli e cariche, come inserire maiuscole o minuscole, con lo scopo di rendere il più possibile omogeneo il lavoro di trascrizione. I criteri sono utili anche per coloro che leggono le trascrizioni dei documenti e le confrontano con i testi originali digitalizzati in IDEA.

Abbreviazioni e parole abbreviate

 I compendi abbreviativi sono trasformati nei segni alfabetici di cui tengono luogo, o sciolti sulla base delle corrispettive forme piene, senza adottare l’uso di parentesi, sia nelle parole abbreviate per troncamento (s. > signore), o per contrazione (max.me > maxime; m.re > matre), anche se la parte finale della parole è in apice (v.a ex.tia > vostra excellentia, pp.a > propria), sia nei casi espressi con segni abbreviativi di significato proprio [per, pre, pro, ecc.] o con segni adottati al posto di una o più lettere (mandar˜ > mandare).

Accenti

L’uso dell’accento è conformato all’uso moderno, distinguendo tra accento acuto e grave soltanto per la e  (è, cioè, ma , poiché, perché).  Si pone su parole sdrucciole o piane nei casi di ambiguità (prìncipi, inviaròllo, dìcesi); si adotta inoltre per pò (‘può’), (‘diedi’, ‘diede’) e per à (‘ha’) e ò (‘ho’).

Nella terza persona plurare di avere si inserisce h (anno > hanno) che si conserva in tutti gli altri casi (haverete).

Apostrofi

Si adotta l’apostrofo per segnare la caduta sintattica dell’articolo (de francesi > de’ francesi, a piedi > a’ piedi, da nemici > da’ nemici), per de (‘deve’) e per segnalare l’aferesi (lomperatore > lo ’mperatore); vedi anche Unione e separazione delle parole.

Incipit e indirizzi

Per le lettere tratte dai registri il nome del destinatario è posto all’inizio mentre per gli originali spediti l’indirizzo è posto alla fine.

Latino e altre lingue

Le parole latine sono trascritte in tondo, come le parole o frasi in altre lingue.

Lettere

Ogni lettera viene trascritta fedelmente, comprese la j e la y in qualunque posizione (januarii, jeri, nuntij; Hyeronimo, roy, lachrymar); la u per la resa della labiodentale sonora è trascritta v (Mantoua > Mantovauiuere > vivere, uole > vole).

La ç mantiene la cediglia, la e caudata (ę) è trascritta con il dittongo (Gonzagę > Gonzagae); le lettere inserte (æ) si trascrivono separate (ae, oe); scempiamenti e raddoppiamenti sono rispettati.

Maiuscole e minuscole

L’uso della maiuscola è adottato a ogni capoverso e dopo ogni punto fermo. Si adotta inoltre per i nomi propri, i nomi di magistrature e di istituzioni, laiche (Corte, Consiglio, Consiglio Secreto) ed ecclesiasticche (Sede Apostolica, Camera Apostolica, Rota, Conclave, Concistorio, Collettoria); i nomi di stati (Regno di Napoli; Stato della Chiesa); i nomi di popoli (Fiorentini, Francesi), i nomi geografici, anche in forma di aggettivo sostantivato (Parmigiana, Bressana, Piasentina, Mantovano); per le persone sacre (Dominus, dominus Deus); per sanctus e beatus, e relativi femminili e plurali (monasterium Sancti Benedicti, regula Sancti Benedicti);  per le festività religiose (post Nativitatem, Pascae, Pasqua, Natale); per ecclesia e imperium quando ci si riferisca alle due istituzioni universali (Chiesa Cattolica Romana e Sacro Romano Impero).

Si adotta la minuscola per i nomi comuni (chiesa, abbatia, castello), i mesi, i giorni; i titoli di nobiltà (duca, conte), i titoli religiosi (vescovo, arcivescovo), i titoli di dignità (vostra excellentia, sua altezza serenissima).

Note

    – di apparato

Le correzioni del trascrittore sono segnalate in nota premettendo la correzione all’errore (mi è accaduto ] mi accaduto).

   – al testo

In nota è inoltre indicata la natura testuale di ciascuna lettera:

  • originale  autografa = lettera originale di mano dell’autore firmatario
  • minuta autografa = lettera conservata in un minutario di mano dell’autore firmatario
  • originale cancelleresca =  lettera originale di mano di cancelliere
  • registro cancelleresco = lettera di mano di cancelliere presente in un registro (copialettere)

Quando possibile si indicano il nome del cancelliere/segretario, tra parentesi quadre, nonché eventuali altri testimoni, manoscritti o a stampa.

In calce alla trascrizione e alle note di ciascuna lettera è indicata la sigla del trascrittore (iniziale puntata del nome e iniziale puntata del cognome).

Numeri e cifre

I numerali arabi e latini sono riportati come scritti nel testo, inserendo nelle forme composte da numero e sillaba di parola degli ordinali un punto tra il numero e la lettera e utilizzando i caratteri maiuscoli per i latini (1530, MDXXXIV, ‘decimo’, 2.da ‘seconda’, rispettando la forma in aumento, es. viiij = VIIIJ).

Parentesi

Sono adottate le parentesi quadre ([…]) per indicare lacune nel testo dovute a guasti materiali (perdita del supporto, fori, presenza di macchie, abrasioni, evanescenza o abrasione dell’inchiostro); le stesse parentesi quadre sono utilizzate per integrazioni congetturali o integrazione da altro testimone ([pre]sto). Le omissioni presenti nel testo originale (spazio bianco sul foglio) sono indicate con tre asterischi (es. Iohannes Baptista filius quondam *** de Covo). Qualora una o più lettere, oppure una o più parole, risultino di incerta lettura, si inserisce tra parentesi quadre l’avvertenza ([lettura incerta]); qualora una o più parole risultino illeggibili, ugualmente si inserisce l’avvertenza tra parentesi quadre ([segue parola illeggibile/seguono parole illeggibili]).

Punteggiatura

La punteggiatura è conformata all’uso moderno (pausa debole: virgola, punto e virgola, due punti; pausa forte: punto fermo).

Segni convenzionali e tipi di testo

Qualora sia possibile riconoscere più di una mano nella stessa lettera, una barra diagonale (slash: /) indica il passaggio dalla mano principale ad altra mano.

Unione e separazione delle parole

Più parole separate nel testo sono riunite secondo l’ortografia corrente, come gli avverbi (in vero > invero, in fine > infine) e le congiunzioni (fin che > finché, ben che > benché, per che > perché, pur che > purché, acciò che > accioché), mentre sono separate le preposizioni articolate non raddoppiate (dela > de la, ala > a la) e le diverse univerbazioni improprie (chabbiano > c’habbiano, cha > ch’à, laltro=l’altro); nei come sel e chel la scelta del punto di separazione e di posizione dell’apostrofo si fonda sulla distinzione tra articoli e pronomi (sel disse > s’el disse, sel duca > se’l duca; chel vole > ch’el vole, chel cavallo > che’l cavallo).

I casi di raddoppiamento fonosintattico sono segnalati da un punto alzato preceduto da uno spazio: es. selli > se ·lli ‘se li, se gli’;  selli  (‘se gli’) > se ·lli, chelli (‘che gli’) > che ·lli.

Si fornisce qui di seguito un esempio di una lettera di Baldassar Castiglione a Isabella d’Este Gonzaga, inviata da Roma il 28 maggio 1519 e conservata presso l’Archivio di Stato di Mantova, Archivio Gonzaga, b. 864, c. 38:

[Baldassar Castiglione a Isabella d’Este Gonzaga. Roma, 28 maggio 1519]

Illustrissima et excellentissima signora e patrona mia. El caldo grande e la faticha del scrivere non comportano ch’io scriva troppo lungamente a vostra excellentia, tanto più ch’io non ho che scrivergli, se non ch’io son qui sano e salvo. Havendo basato gli piedi a nostro signore e condogliutomi in nome di vostra excellentia con sua beneditione, ne ho raportato da quella infiniti ringratiamenti, et offerte amorevolissime verso vostra praefata excellentia, tanto ch’io no ’l potrei dire. [3] Ho fatto questo medemo officio con molti di questi altri signori cardinali, li quali tutti mostrano riceverlo di somma gratia, maximamente monsignor de Cibo. Nove non scrivo, perché quel poco che gli è, lo ho scritto allo illustrissimo signor marchese et al signor duca. Del resto vedremo presto quello che si pò sperare.

A vostra excellentia baso le mani, et <in> bona gratia mi racomando humilmente.

In Roma, alli XXVIIJ di maggio MDXIX.

Di vostra excellentia

humil servo

  1. Castiglione

Daniela Ferrari e Roberto Vetrugno
Mantova/Toruń, 19 February 2015